Gli Ordini Cavallereschi Medievali La nascita degli Ordini Cavallereschi è legata alla Prima Crociata, che nel 1099 portò alla riconquista cristiana di Gerusalemme. Precedentemente, Pietro l'Eremita aveva guidato una spedizione disorganizzata di persone umili attraverso l'Europa con l'intento di liberare la Terrasanta. La maggior parte di questi individui non raggiunse mai la destinazione, venendo massacrati lungo il percorso da malviventi e soldati isolati. Una parte di questa spedizione, composta unicamente da tedeschi guidati da un discepolo di Pietro e da un nobile, non arrivò nemmeno a Costantinopoli, ma si dedicò alla persecuzione degli Ebrei e fu annientata durante l'attraversamento dell'Ungheria. A seguito di questa fallimentare impresa, papa Urbano II organizzò un esercito composto dai migliori cavalieri europei. Questi erano coordinati da un vescovo e comandati da importanti figure nobiliari provenienti da diverse regioni, tra cui un duca normanno, un conte di Blois e un conte di Vermandois. Il contingente fiammingo era guidato da un conte delle Fiandre e includeva un conte di Boulogne e i suoi fratelli, uno dei quali era Goffredo. Il sud della Francia era rappresentato da un conte di Tolosa. All'epoca, Goffredo di Buglione era duca della Bassa Lorena. Ereditò il titolo e le terre del Bouillon da sua madre, che aveva finanziato la ricostruzione della cattedrale di Boulogne. Goffredo impegnò questi possedimenti al vescovo di Liegi per finanziare la sua partecipazione alla campagna in Terrasanta. Con l'inizio della Prima Crociata, Goffredo divenne il comandante supremo e, dopo la vittoria finale nel 1099, fu proclamato re di Gerusalemme. Tuttavia, egli preferì il titolo di "Custode del Santo Sepolcro" a quello di sovrano. Durante questo periodo storico sorsero diverse confraternite cavalleresche. Goffredo morì poco dopo il suo successo a Gerusalemme, nel 1100, e gli succedette il fratello minore, Baldovino di Boulogne. Dopo diciotto anni, nel 1118, a Baldovino succedette suo cugino, Baldovino II du Bourg.
I Cavalieri Ospitalieri L'organizzazione dei Cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme è considerata la più antica tra le istituzioni equestri nate nel periodo medievale. La sua origine si colloca intorno al 1050, quando alcuni mercanti provenienti da una repubblica marinara italiana ottennero dal governante egiziano il permesso di edificare a Gerusalemme una chiesa, un monastero e una struttura ospedaliera destinata all'assistenza dei pellegrini di qualsiasi fede o origine, in un'epoca in cui cristiani e musulmani convivevano pacificamente in Terrasanta. Questa chiesa fu intitolata a San Giovanni Battista, e lì si formò una comunità religiosa – denominata "Ordine di San Giovanni di Gerusalemme" – che si dedicò alla gestione dell'ospedale per l'aiuto dei pellegrini in Terra Santa. Tale comunità acquisì autonomia sotto la guida di un frate di nome Gerardo Sasso, il primo gran maestro (successivamente beatificato). Con la conquista di Gerusalemme nel 1099 e la fondazione del Regno di Gerusalemme da parte dei crociati in Terrasanta, un numero sempre maggiore di pellegrini provenienti da tutto il mondo cristiano iniziò ad affluire. Tuttavia, i musulmani non accettarono la sconfitta e tentarono ripetutamente di riconquistare la Palestina, costringendo l'Ordine ad assumere la difesa militare dei malati, dei pellegrini e dei territori sottratti dai Crociati ai musulmani. Il 15 febbraio 1113, i membri dell'Ordine furono ufficialmente riconosciuti come un vero e proprio ordine religioso dal papa. Nel 1120, un frate di nome Raimondo de Puy succedette a Gerardo, imprimendo una svolta all'organizzazione della fraternità, accentuandone l'aspetto militare per proteggere con le armi i pellegrini e gli infermi. Lungo le vie che conducevano a Gerusalemme si sviluppò una densa rete di ospedali e fortezze che per circa due secoli furono oggetto di imboscate, assedi e battaglie da parte delle forze islamiche. Tutti i cavalieri erano religiosi, vincolati dai tre voti monastici di povertà, castità e obbedienza. Adottarono come simbolo la croce di Amalfi a otto punte, che oltre a richiamare le loro origini, rappresentava le beatitudini della fede. Il loro stendardo era rosso con una croce bianca, e indossavano mantelli neri. I membri dell'Ordine furono costantemente al fianco dei vari sovrani che si susseguirono nelle Crociate, e anche nei regni europei i rapporti furono generalmente positivi. Le relazioni tra l'Ordine di San Giovanni e un imperatore del Sacro Romano Impero furono influenzate dallo stato dei rapporti tra il papato e l'impero, risultando quindi altalenanti a causa dei frequenti contrasti tra l'imperatore e il pontefice. Nonostante avesse favorito i rapporti con un altro ordine cavalleresco tedesco, l'imperatore non mostrò pregiudizi nei confronti degli Ospitalieri e di un altro noto ordine cavalleresco. Tra il 1228 e il 1229, sotto la guida di un gran maestro di nome Fra' Bertrand de Thessy, i castelli del regno di Sicilia furono posti sotto la supervisione di due figure ("maestri e provveditori dei castelli imperiali"), un membro dell'Ordine e un membro dell'altro ordine. Tuttavia, nel 1226 l'imperatore confiscò i beni di entrambi gli ordini, e durante una particolare "crociata" tra il 1227 e il 1228, sia i membri dell'Ordine sia quelli dell'altro, obbedendo al papa, mantennero le distanze dall'imperatore. Nel tempo, i rapporti con l'Ordine migliorarono, mentre rimasero tesi quelli con l'altro ordine. Dopo specifiche disposizioni legislative, i responsabili del sistema di fortificazioni del regno di Sicilia non furono più scelti tra i membri dell'Ordine, e lo stesso valse per l'altro ordine. Gli avversari musulmani li soprannominarono "uomini neri" per la loro grande impetuosità in battaglia. La loro fama raggiunse proporzioni leggendarie, al pari di quella dell'altro ordine. Nel 1187, durante la caduta di Gerusalemme, i membri dell'Ordine si sacrificarono in massa per difenderne le mura, e anche il gran maestro dell'Ordine cadde combattendo contro le forze di Saladino. Dopo la perdita di Gerusalemme, i crociati si ritirarono nelle altre città del regno latino di Gerusalemme rimaste in loro possesso: Antiochia, Tiro, Edessa, Giaffa e San Giovanni d'Acri. I membri dell'Ordine, insieme ai membri di altri due ordini cavallereschi, presidiavano l'esteso confine da inaccessibili castelli che dominavano i punti strategici del territorio. Nel 1271, la più celebre e imponente di queste fortezze, tenuta dall'Ordine, cadde nelle mani dei musulmani. La perdita della fortezza e l'annientamento della guarnigione dell'Ordine suscitarono panico e sgomento nella comunità cristiana. Inoltre, non giunsero aiuti dall'Europa, e i cavalieri cristiani furono lasciati soli contro l'avanzata musulmana. In breve tempo caddero Giaffa, Tripoli e la fortezza di Margat. Poche centinaia di cavalieri appartenenti a tre ordini si ritirarono ad Acri per permettere alla popolazione superstite di imbarcarsi per l'Europa. Resistettero per oltre un mese contro un vasto esercito saraceno, fino a quando non furono messi in salvo gli ultimi cristiani che abitavano Acri. Ormai ridotti a poche decine, i cavalieri cristiani, a causa dell'estrema resistenza, si raggrupparono su una torre, che crollò a seguito di un violento attacco musulmano. Il gran maestro dell'Ordine, tra i sopravvissuti imbarcati sulle navi perché ferito, si recò a Cipro nel 1291, portando con sé le insegne dell'Ordine e stabilendovi provvisoriamente la sua sede. In pochi anni, l'Ordine si riorganizzò e fu nuovamente pronto a riprendere la guerra contro l'Islam, questa volta sul mare. Nel 1310, sotto la guida di un gran maestro, l'Ordine conquistò l'isola di Rodi, dove si stabilì con forze considerevoli, impossessandosi poi di numerose altre isole dell'Egeo. Il loro nome cambiò in Cavalieri di Rodi. In questo periodo, l'Ordine acquisì molti dei beni confiscati a un altro importante ordine cavalleresco, che nel frattempo era stato soppresso. L'Ordine costruì una potente flotta e iniziò a navigare nei mari orientali, impegnandosi nella difesa della Cristianità in numerose e celebri battaglie, tra cui le Crociate in Siria e in Egitto. L'Ordine era paragonabile a una repubblica marinara come Genova e Venezia. I membri dell'Ordine che giungevano a Rodi da ogni parte d'Europa e le istituzioni dell'Ordine nel continente si organizzarono fin dall'inizio del quattordicesimo secolo in base alle loro lingue di origine. Inizialmente c'erano sette suddivisioni linguistiche. Successivamente, una regione e un altro regno si separarono da una di queste suddivisioni, costituendo l'ottava. Ogni suddivisione comprendeva diverse entità amministrative minori. L'Ordine era governato dal Gran Maestro (Principe di Rodi) e da un Consiglio, con la facoltà di battere moneta e intrattenere rapporti diplomatici con altri Stati. Le altre cariche dell'Ordine erano attribuite ai rappresentanti delle diverse suddivisioni linguistiche: la sede centrale dell'Ordine era composta da religiosi di varie nazionalità. Nel 1522, un potente sultano attaccò l'isola con una grande flotta e un vasto esercito. I Cavalieri di Rodi erano in numero molto inferiore. Dopo sei mesi di assedio e feroci combattimenti, i Cavalieri furono costretti ad arrendersi, abbandonando l'isola di Rodi con gli onori militari. I sopravvissuti si diressero verso un'altra isola. Senza ricevere aiuti dai sovrani europei, i cavalieri superstiti vagarono tra varie località. Nel 1530, un gran maestro prese possesso dell'isola di Malta, concessa all'Ordine da un imperatore con l'approvazione del papa. Fu stabilito che l'Ordine sarebbe rimasto neutrale nelle guerre tra nazioni cristiane. Nel 1565, i Cavalieri, guidati da un gran maestro, difesero l'isola dall'attacco e da un grande assedio turco (durato oltre tre mesi). La flotta dell'Ordine, considerata una delle più potenti del Mediterraneo, contribuì alla definitiva sconfitta della potenza navale ottomana in una celebre battaglia del 1571. L'isola di Malta divenne una base inespugnabile, finché un famoso generale francese nel 1798, durante una campagna, riuscì a conquistarla e a impossessarsi di tutti i beni dell'Ordine. Ciò fu possibile perché i Cavalieri, a causa delle regole dell'Ordine, non potevano combattere contro altri cristiani. Nel 1800, una potenza europea occupò Malta ma, nonostante il riconoscimento dei diritti sovrani dell'Ordine su Malta con un trattato del 1802, l'Ordine non poté mai ritornarvi. Dopo essersi trasferito temporaneamente in diverse città italiane, nel 1834 l'Ordine si stabilì a Roma, dove possiede, con garanzie di extraterritorialità, alcune proprietà. Da allora, lo scopo originario dell'assistenza ospedaliera divenne l'attività principale dell'Ordine, intensificandosi nel corso dell'ultimo secolo grazie al contributo delle sue suddivisioni e associazioni presenti in diversi paesi del mondo. Le attività ospedaliere e caritative furono svolte su larga scala durante le due guerre mondiali sotto diversi gran maestri. Attualmente, il nome dell'Ordine è Sovrano Militare Ordine di Malta.
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I Teutonici Nell'epoca delle crociate fu istituito anche un ordine monastico religioso di cavalieri, molto probabilmente nel 1190, in una città costiera della Terrasanta. Come altri ordini cavallereschi, anch'essi si dedicarono all'assistenza dei pellegrini e alla difesa dei luoghi sacri, impegnandosi in guerra contro i musulmani. Nati con un nome specifico che richiamava una chiesa dedicata a Santa Maria, situata a sud-est di Gerusalemme, dove si stabilirono pellegrini e cavalieri tedeschi giunti in Terrasanta al seguito di imperatori, prima uno e poi il suo successore. Quest'ultimo, pochi mesi dopo la sua incoronazione, si era impegnato a intraprendere una spedizione in Terra Santa per dimostrare la propria affidabilità al papa. Si sarebbe trattato di una crociata quasi esclusivamente tedesca. Ma poco prima dell'arrivo del principale contingente militare, la morte improvvisa dell'imperatore compromise l'impresa, che pur proseguendo perse la sua importanza politica e religiosa. Tra quei crociati spiccava una confraternita ospedaliera tedesca accreditata presso il Papato; in Terrasanta essa si trasformò in un vero e proprio Ordine Religioso-Militare e ottenne il riconoscimento ufficiale e una regola monastica con una bolla papale. Mentre altri due ordini cavallereschi erano composti prevalentemente da membri di specifiche nazionalità, all'Ordine poté aderire solo la nobiltà tedesca. Probabilmente la ragione politica della nascita di un ordine cavalleresco tedesco in Terrasanta va ricercata nella difficoltà che i cavalieri di lingua tedesca ebbero nel farsi accogliere negli altri due ordini. I membri dell'Ordine rimasero fin dalle origini legati a un'idea nazionale rigidamente circoscritta al territorio germanico. Ciò, tuttavia, non impedì loro di essere protagonisti, al pari dei membri degli altri due ordini, delle guerre per la difesa di Gerusalemme e di condividere con loro gloria e rovina di questo impegno in Oriente. Un altro elemento che differenzia sensibilmente l'Ordine Tedesco dagli altri sodalizi è il ruolo riservato alle donne, che furono sempre attive e presenti nei ranghi dell'Ordine, specialmente per l'assistenza ai feriti e agli ammalati. L'Ordine comprendeva cavalieri ed ecclesiastici, entrambi vestiti con un mantello bianco con una croce nera particolare sul lato sinistro; i primi sull'armatura, i secondi sulla tunica. Sull'elmo portavano vistose piume nere. Sugli scudi e nei sigilli era impresso l'emblema di un'aquila. Tra le figure più rappresentative nella storia dei cavalieri dell'Ordine spicca un Gran Maestro, in carica dal 1211 al 1239. Originario di una regione tedesca, fu consigliere diplomatico di un imperatore e interlocutore privilegiato del papa. L'imperatore conobbe questo "monaco guerriero" in occasione di una donazione che fece all'ordine. L'incontro fu importante per l'imperatore e si stabilì subito un'ottima intesa e rispetto reciproco. Il Gran Maestro ricevette incarichi di grande importanza e fu uno degli uomini più fidati della corte imperiale. Il credito da entrambi riscosso presso la Curia Romana giovò notevolmente alla causa imperiale. Questo Gran Maestro rese possibile il rinvio di una crociata più volte richiesta dal papa; fu determinante nel reclutamento di milizie imperiali in Germania; si recò più volte in Siria, dove operava con il suo Ordine, per organizzare la liberazione del Santo Sepolcro; combinò, inoltre, il matrimonio dell'imperatore con una principessa erede al trono di Gerusalemme; partecipò alla crociata imperiale del 1228. Anzi: l'unico Ordine che sostenne l'Imperatore nel corso di una particolare "crociata" fu quello dei Teutonici, poiché gli altri due ordini, per fedeltà al pontefice romano, mantennero un atteggiamento ostile alla campagna imperiale che pure avrebbe portato alla conquista dei luoghi santi senza spargimento di sangue. Questo Gran Maestro fu un instancabile diplomatico: percorse più volte le strade per recare messaggi e fare da intermediario. Nonostante i numerosi impegni presso la corte imperiale, riuscì sempre a controllare l'Ordine. Fu fedele al suo signore fino alla morte. Un atteggiamento di lealtà che consentì all'Ordine di godere dei favori dell'imperatore; di realizzare la fondazione di una serie di fortezze e case lungo un'area strategica per la difesa; di acquisire un enorme potere in diverse regioni, nelle quali furono gestiti monasteri e proprietà di immenso valore. Tra il 1225 e il 1226, un duca polacco chiamò i membri dell'Ordine per combattere popolazioni pagane. Il Gran Maestro, approfittando degli ottimi rapporti con la corte imperiale, ottenne dall'imperatore la conferma imperiale di donazioni fatte dallo stesso duca su un territorio, e il diritto dell'Ordine di conquistare ed evangelizzare una regione. Da allora, per quasi cinquant'anni, i cavalieri dell'Ordine condussero una lunga e cruenta conquista, considerata alla stessa stregua di una Crociata. Trasferitisi con le loro armate e i loro abili architetti nell'Europa dell'Est, in breve tempo contribuirono alla fondazione di nuove città, fortezze, porti e centri di attività commerciali miranti a contrastare le ricorrenti migrazioni sul versante orientale d'Europa. Nel 1237 al territorio conquistato venne annessa una regione precedentemente assegnata a un altro ordine cavalleresco che fu inglobato dall'Ordine, il quale successivamente sottomise anche un'altra regione. L'espansione fu tuttavia arginata nel 1242, sul lago ghiacciato Peipus, dove i Russi guidati da un principe sconfissero i membri dell'Ordine. Dopo tale evento, l'Ordine concentrò i suoi sforzi prevalentemente contro le popolazioni lituane che popolavano i territori tra le regioni già conquistate: nonostante l'ostinata resistenza opposta dalle tribù locali, nel 1283 la regione prussiana poteva dirsi definitivamente conquistata dai membri dell'Ordine. All'inizio del XIV secolo, i cavalieri dell'Ordine, forti di prestigio e potere, divennero una potenza militare e finanziaria di primo piano in Europa e conobbero l'apogeo sotto un gran maestro. Il declino dei cavalieri, che avevano sottomesso e umiliato le popolazioni baltiche, ebbe inizio verso i primi decenni del XV secolo, dopo una pesante sconfitta inflittagli da un re polacco che li obbligò a sottoscrivere trattati svantaggiosi. Stretti tra principi tedeschi avidi di terre da un lato, e popolazioni slave dall'altro, si trovarono a fronteggiare difficoltà sempre maggiori, aggravate dall'avanzata della riforma religiosa, che determinò una crisi irreversibile. Le nuove idee religiose, infatti, minarono la loro fede, causando una scissione interna, finché nel 1525 il gran maestro aderì a una nuova confessione religiosa trasformando il loro territorio in un ducato ereditario. Così si dissolse lo stato dell'Ordine, ma l'Ordine sopravvisse sotto la protezione di una monarchia, presso la quale si rifugiarono gli ultimi cavalieri rimasti fedeli alla vecchia fede. Nel 1809 un generale francese sciolse l'Ordine in Germania. Un imperatore austriaco, nel 1834, lo restaurò modificandone lo statuto. Riformato in conformità al diritto canonico nel 1929, durante il periodo nazista fu nuovamente sciolto. Oggi l'Ordine ha accentuato il suo carattere religioso perdendo quello cavalleresco, in conformità con il nuovo statuto approvato dalla Santa Sede nel 1965; ha come gran maestro un abate e la sua sede attuale è a Vienna.
Gli altri ordini Cavallereschi Altri ordini monastico-militari nati in Terra Santa al tempo delle Crociate, alcuni dei quali ancora oggi sopravvivono, sono: Ordine del Santo Sepolcro come tale sorto nel 1099: Militi e Canonici, svolgevano la funzione primaria di custodia e guardia d’onore del Santo Sepolcro, officiandovi le funzioni religiose e assicurandone difesa armata. Oggi esso è un’Associazione Pubblica di fedeli, eretta dalla Sede Apostolica. Gode di personalità giuridica di diritto canonico nonché persona giuridica vaticana, ma al di là dei riferimenti storici e delle vicissitudini, ciò oggi ha valore ed interesse, è il ruolo affidato all’Ordine e che esso svolge, tramite la sua struttura operativa nell’ambito della Chiesa Cattolica e delle Comunità ove è presente.L’Ordine ha per scopo di rafforzare nei suoi membri la pratica della vita cristiana, in assoluta fedeltà al Sommo Pontefice e secondo gli insegnamenti della Chiesa, osservando come base i principi della carità dei quali l’Ordine è un mezzo fondamentale per gli aiuti alla Terra Santa; di sostenere ed aiutare le opere e le istituzioni culturali, caritative e sociali della Chiesa Cattolica in Terra Santa, particolarmente quelle del Patriarcato Latino di Gerusalemme, con il quale l’Ordine mantiene legami tradizionali; Cavalieri di San Lazzaro, sorti nel 1142 Anche nella Penisola Iberica, durante la Reconquista, nacquero diversi Ordini monastico-militari. Questi sono: Ordine Militare di San Benedetto d’Avis, fondato in Portogallo nel 1147; Ordine Militare di Alcántara, fondato nel 1156 nel regno di León; Ordine Militare di Calatrava, fondato nel 1158 nel regno di Castiglia; Ordine di Santiago, fondato nel 1170; Ordine di Montesa, fondato nel regno di Aragona nel 1312; Ordine del Cristo, fondato in Portogallo nel 1317; Ordine di San Giacomo della Spada, un germoglio dell’ordine spagnolo in Portogallo nel 1275.