Quello che siamo non spetta a noi dirlo, ma a coloro che si rapportano con noi, perché sono le azioni che caratterizzano gli uomini, le donne ed anche un Ordine Cavalleresco come il nostro. Possiamo, però, dire qual’è il modello che ispira le nostre azioni quotidiane nella vita sociale, familiare e professionale e che cerchiamo di realizzare anche con grandi sacrifici. Ci impegniamo ad essere Cavalieri di Cristo, ad essere leali, coraggiosi, sinceri, a difendere i deboli, ad assistere gli ammalati ed i bisognosi, a proteggere i nostri cari, i nostri fratelli e coloro che subiscono un’ingiustizia. Ci dedichiamo allo studio dei testi sacri e dell’antica tradizione, cerchiamo di evolverci e migliorarci; ci dedichiamo al recupero di beni storici che hanno un legame con le antiche “milizie di Cristo”. Il nostro precetto è: “non fare agli altri quello che non vuoi che venga fatto a te e fai, invece, quello che vorresti che gli altri facessero a te”. Il nostro carisma è l’uguaglianza tra le genti ed il sostegno alle fasce deboli, specialmente ai minori con problematiche sociali e giudiziarie.
L'Ordine ha lo scopo di diffondere e divulgare i nobili costumi e virtù dei "Cavalieri di Cristo"; Esso promuove iniziative di difesa del territorio, di salvaguardia e restauro di beni di pregio storico, culturale ed architettonico. Essere un cavaliere di Cristo è una prerogativa di pochi ed ignoriamo chi sorride, vedendoci indossare un mantello con una croce rossa. Se non ci fossero coloro che sorridono, non ci sarebbero guerre, disuguaglianze , prevaricazioni e, soprattutto, tanta ignoranza. Il nostro è un Ordine Mariano, legato al culto della Vergine Maria, Nostra Signora di Sion, Madonna Dormiente; si tratta di un antico culto, a tutela del quale, dopo la prima crociata, sorse l’Ordine militare e religioso dei Cavalieri di Sion, che stabilì la propria sede presso l’Abbazia madre di Nôtre Dame du Mont Syon, a Gerusalemme. Organizziamo convegni, manifestazioni sportive, culturali, religiose e sociali, raccogliamo fondi da destinare totalmente ai bisognosi, a costoro prestiamo quotidiano soccorso, mettendo a loro disposizione le professionalità dei membri dell’Ordine, prestiamo attività di volontariato e, soprattutto, andiamo nelle scuole a parlare con i ragazzi.
Oltre al culto dell’Assunzione di Maria, anche il suo sonno è oggetto di devozione. L’Assunzione di Maria al cielo è un dogma di fede della Chiesa cattolica, secondo il quale Maria, Madre di Gesù, al termine della sua vita terrena, andò in paradiso in anima e corpo.Questo culto si è sviluppato a partire almeno dal V secolo d.C., diffondendosi e radicandosi nella devozione popolare. Il 1º novembre 1950, papa Pio XII, avvalendosi dell’infallibilità papale, proclamò il dogma con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus con la seguente formula: «La Vergine Maria, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo». Queste parole volutamente non chiariscono se l’Assunzione di Maria sia stata preceduta o meno da sonno profondo o da morte naturale (DormitioVirginis, espressione che in effetti può riferirsi sia ad un sonno che alla morte naturale): pertanto la Dormizione di Maria non è oggetto di dogma, mentre la sua glorificazione in corpo ed anima è parte integrante della fede della Chiesa cattolica. Il giorno della ricorrenza della Vergine Dormiente o dell’Assunzione coincidono con il 15 di Agosto; tale festività rappresenta una delle date sacre all’Ordine
In uno scenario di proliferazione di gruppi ispirati al modello “Templare”, occorre fare la necessaria chiarezza, per consentire, a quanti intendano intraprendere un percorso iniziatico di fede, di poter scegliere consapevolmente e con cognizione di causa il gruppo ove accreditarsi. Una prima differenza è quella tra i Templari e gli ordini riconosciuti dalla Santa Sede e nello specifico il Sovrano Militare Ordine di Malta —ovvero Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta— e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Trattasi in questo caso di Ordini Equestri Crociati, che nulla a che fare hanno con i Templari, i quali ebbero dapprima il nome di Christi militia e poi, quando s’insediarono nel palazzo reale di Gerusalemme vicino al Tempio di Salomone, militia templi (per ulteriori approfondimenti consultare “la storia” nel sito). Ulteriore e significativo elemento di distinzione tra l’Ordine del Tempio e gli altri Ordini era la “Regola”, un vero e proprio trattato, denominato “De laude novae militiae”, scritto da San Bernardo di Chiaravalle. I Templari erano, quindi, monaci-combattenti, con un rigido regolamento da osservare, scritto da un santo e dottore della Chiesa. Seppur con le dovute proporzioni, dettate dall’adattamento di regole oggi in gran parte anacronistiche ed incompatibili con l’attuale società, chi decide di essere un Templare deve, comunque, tenere a mente che l’onore ed il decoro sono più importanti della sua stessa vita. Dopo questa breve premessa sulla scelta di un modello di vita non accessibile a tutti, occorre, poi, comprendere la natura e tipologia del gruppo templare in cui si vuole accedere, poichè ció incide sia sull’investitura del cavaliere, sia sulla sua vita all’interno del gruppo. Il rituale dell’investitura di un Cavaliere Templare è un atto sacro, che richiede la “maestria’ di chi lo esegue. Solo un Gran Maestro, dotato di legittimi poteri, puó conferire il titolo di Cavaliere ad un novizio. La legittimità dei suoi poteri è strettamente legata alla tipologia e legittimità del gruppo di appartenenza. La prima domanda da farsi è, quindi, la seguente: “chi è il soggetto che mi nominerà Cavaliere”? A questa domanda dovrebbero seguire le successive: ”è un vero Gran Maestro Templare?” e “da dove provengono i suoi poteri?”. I poteri di un Gran Maestro Templare derivano dalle sue linee di discendenza, che possono essere di tre tipi, e segnatamente di tipo Templare, di tipo Apostolico e di tipo Monarchico-imperiale: sono queste le uniche linee di discendenza che legittimano un vero e proprio Ordine e lo distinguono da tutti gli altri gruppi o associazioni, che spesso si danno impropriamente il nome di Ordine. La continuità di un Ordine, anche nel caso di risveglio, si fonda sulla successione di almeno una delle suddette tre linee di successione. La linea di successione Monarchica -imperiale può essere tramandata e trasmessa nell’Ordine solo se acquisita in origine direttamente dal Principe Reggente di una casata reale o da un suo legittimo erede. La linea di successione Templare può essere tramandata e trasmessa nell’Ordine solo se acquisita in origine direttamente da un Gran Maestro del Tempio, quantomeno del periodo “neotemplare”. Infine, la linea di successione Apostolica. può essere trasmessa e tramandata attraverso i Vescovi di qualsiasi fede cristiana, come riconosciuto dal Concilio di Trento, secondo cui i Vescovi sono i successori degli Apostoli e il loro ruolo è istituito direttamente da Gesù Cristo. Attraverso la successione apostolica, che unisce i Vescovi di ogni tempo e di ogni luogo con la primitiva comunità cristiana di Gerusalemme e con il suo fondatore Gesù, si trasmette il depositum fidei. Se il lignaggio dell’Ordine è in regola, occorrerà poi controllare la continuativa trasmissione dei poteri dei suoi Gran Maestri, dall’ultimo al primo. Tutti i gruppi privi di almeno una valida linea di discendenza e successione, pur in presenza della loro denominazione di Ordine, sono in realtà mere e rispettabili Associazioni, che utilizzano impropriamente rituali cavallereschi per dare ulteriore dignità ai loro associati; i cavalieri sono, quindi, i soci, i capitoli le assemblee, le ordinanze ed i decreti le decisioni del consiglio direttivo, i gran maestri i presidenti. Non è, quindi, indubbio che un presidente di un’Associazione non puó essere un Gran Maestro, con i poteri di “far nascere un Cavaliere ”da un uomo o da una donna, non avendo egli alcun valido lignaggio. In questo ovviamente non c’è nulla di male, se i propositi sono onorevoli e cavallereschi, ma è doveroso conoscere la differenza tra un vero Cavaliere ed uno di “mero costume”.